"Conte ha creato un nuovo 10 moderno", Piantanida: "Non se ne vedono più così"

Il giornalista Piantanida ha messo in evidenza il Napoli visto in campo contro il Bologna in finale di Supercoppa Italiana in Arabia Saudita.
Il giornalista Frank Piantanida, nel suo intervento ai microfoni di 1 Station Radio, ha detto la sua sull'ultimo Napoli visto contro il Bologna in finale di Supercoppa Italiana, soffermandosi su un calciatore azzurro in particolare, decisivo nell'ultimo periodo.
Il giornalista ha evidenziato: “Il primo top è il Napoli e qui è impossibile non essere scontati. Tutto il Napoli. Però su alcuni nomi bisogna andare per forza, quindi dico che Rasmus Hojlund è stato determinante, ma io voglio soffermarmi soprattutto su David Neres. In questa settimana ha fatto un lavoro incredibile. Antonio Conte lo ha praticamente reinventato, da esterno puro a giocatore che entra dentro al campo, ha inventato un numero 10 moderno. Non se ne vedono più tanti così. Riceve tra le linee, fa girare il gioco, tira fuori i difensori e apre spazi per i centrocampisti. Certo, il gol che ha fatto partendo dall’esterno è nelle sue corde, ma oggi è centrale anche tatticamente. Questa è una grande intuizione di Conte”.
Poi aggiunge: "Ricapitolando, Hojlund, Neres e Juan Jesus top della Supercoppa, flop per Nkunku, Chivu e la coppia Heggem-Lucumi".
Neres senza infortuni dei compagni avrebbe giocato così tanto? "Col senno di poi viene da dire di no. Qui vanno dati grandi meriti ad Antonio Conte, ma anche al ragazzo. Le qualità sono sue. Ha vissuto 14-15 mesi complicati, con poco minutaggio, e questo non rende mai felice un calciatore. Invece si è calato subito in una nuova stagione e in una nuova dimensione. Oggi si parla tanto di calcio fluido, ma poi spesso si è ancora molto dogmatici. Conte, che sembrava il più rigido, in realtà si sta rivelando il meno dogmatico, perché è una persona intelligente. Questo non vuol dire che il Napoli vincerà tutto, serve calma, analisi e equilibrio. Però questi sono i frutti di un lavoro intelligente fatto da un allenatore pensante, che ha anche una grandissima cultura del lavoro, e questo va riconosciuto senza alcun dubbio”.






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